A Porto Torres arriva il BookCrossing

A Porto Torres sarà possibile prendere e lasciare libri grazie anche al coinvolgimento dei ragazzi beneficiari dello SPRAR, il servizio di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati, della comunità cittadina e di Koinè, la libreria locale.

Il progetto è stato sviluppato dal GUS (Gruppo Umana Solidarietà) e si pone l’obiettivo di permettere a cittadini e turisti di lasciare dei libri all’interno di appositi box, affinché possano essere ritrovati, letti dalla comunità e lasciati nuovamente a disposizione per far proseguire il loro viaggio.

Ma il BookCrossing ha anche un riflesso più ampio sulla comunità: offre a chi ha una limitata disponibilità economica la possibilità di leggere senza dover spendere soldi. Per i cittadini e altri soggetti pubblico o privati inoltre sarà possibile contribuire per ampliare la scelta di titoli conferendo i libri usati nei punti di raccolta. 

L’amministrazione di Porto Torres individuerà le postazioni nei punti nevralgici e più frequentati della città, mentre i ragazzi ospiti dello SPRAR, attraverso i laboratori di falegnameria che sono già attivi, si occuperanno di realizzare le teche in legno.

Un passaggio successivo riguarderà la scelta e ideazione il logo, che sarà valutato e selezionato attraverso un concorso con la partecipazione dei ragazzi di Porto Torres. Per il reperimento di libri inveces arà coinvolta la libreria Koinè.

«I beneficiari del progetto Sprar saranno parte attiva nelle diverse fasi di programmazione e di conduzione del BookCrossing – haspiegato la responsabile del Gruppo umana solidarietà a Porto Torres,Maria Letizia Meridda – il loro coinvolgimento è un elemento essenziale per il potenziamento dell’incontro tra culture diverse all’interno della stessa comunità e stimolerà i processi di convivenza e cooperazione multiculturale».

Box per il BookCrossing

Il BookCrossing è un’iniziativa di distribuzione gratuita di libri. L’idea di base è di lasciare libri nell’ambiente naturale compreso quello urbano o dovunque si preferisca, affinché possano essere ritrovati e letti da altri, che eventualmente possano commentarli e altrettanto eventualmente farli proseguire nel loro viaggio.

Il termine deriva da bookcrossing.com, un club gratuito di libri on-line fondato nel 2001 per incoraggiare tale pratica, al fine di “rendere il mondo intero una biblioteca”.