“Passare la frontiera”: una simulazione per comprendere le differenze

Nella foto un momento della simulazione del passaggio della frontiera e del superamento dei controlli

Qual’è il modo migliore per comprendere le distanze e riuscire a guardare oltre le differenze? Non esiste una risposta univoca, ma certamente il percorso didattico “Comprendere le distanze. Giovani a confronto.”, promosso dal GUS rappresenta un tentativo concreta in questa direzione.

Lunedì 28 ottobre gli studenti dell’IIS Marconi – Pieralisi di Jesi insieme ai beneficiari dei progetti di accoglienza integrata del GUS hanno simulato i controlli di tre diverse tipologie di frontiera: una tipica dell’africa centro-occidentale, quella libica e quella italiana.

Tutti alla fine hanno partecipato al confronto sul tema della migrazione, per poi ricevere dagli operatori del GUS una spiegazione dell’attuale assetto normativo in materia di asilo e del funzionamento del relativo sistema di prima e seconda accoglienza. Prossimo appuntamento mercoledì 06 novembre.

L’obiettivo, così come suggerisce il titolo, è quello di abbattere ogni muro che si frappone tra giovani di diversa provenienza, ostacolo che spesso si traduce in episodi di discriminazione e marginalizzazione, promuovendo invece una cultura del rispetto e del riconoscimento reciproco, che esalti le differenze quali risorse da valorizzare, ponendo altresì il focus sugli aspetti che accomunano i giovani di tutto il pianeta.

Il percorso, nel suo insieme, prevede la realizzazione di attività che mettano “a confronto” studenti della scuola secondaria di secondo grado e giovani richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, beneficiari dei programmi di accoglienza e integrazione gestiti dal GUS sul territorio.